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I sapori del territorio: la cassatella


castellammare del Golfo

Stamattina non appena sveglia, guardando il cielo ceruleo e terso dalla finestra della mia bella casa in affitto a Terrasini, ho deciso di fare una bella gita alla Riserva dello Zingaro, famosissima località marina vicina Castellammare del Golfo.
Ma non è dello splendore dello Zingaro ciò di cui vi parlerò oggi. Perché... Be', continuo il mio racconto.

Preparo le mie cose, salgo sulla mia auto a noleggio e mi avvio verso l'autostrada A29 Palermo - Mazara del Vallo, direzione Trapani. La strada è semplice, devo continuare fino allo svincolo per Castellammare del Golfo e da lì seguire le indicazioni per arrivare alla Riserva.
Arrivata a Castellammare del Golfo, decido di fare una sosta in un bar - La Sorgente - che si trova proprio sulla strada che devo percorrere per giungere alla mia destinazione.
Entro per ordinare un tè freddo con granita al limone e mi accorgo che il locale è gremito di gente che ordina una cosa in particolare: sono dei ravioli fritti. La mia curiosità è troppa e chiedo: "Ma cosa sono quelli?". Mi sento rispondere - con tono stupito e quasi infastidito per il fatto che non lo sapessi- " 'I cassateddi". Ed io: "Ma sono dolci o salate?". Con aria quasi imbarazzata per la mia stolta domanda il banconista mi guarda e mi risponde piccato: "Dolci". "Bene, allora ne prendo una pure io. Le voglio assaggiare".
Non vi posso raccontare in pieno il gusto della cassatella, ma le mie emozioni al primo morso si. Questo piccolo scrigno caldo di pasta fritta nasconde un cuore di crema di ricotta di pecora, aromatizzata con poca cannella, con pezzetti di cioccolato fondente. Tutto l'insieme rappresentano perfettamente quello che potrebbe essere il paradiso per le papille gustative. Il mio palato va in estasi e la mia anima pare in ascesi verso il nirvana. Non è buono questo dolce semplice e genuino, è una goduria. È da assaggiare senza nessuna esitazione. Ne prendo un'altra e, nel frattempo, mi faccio raccontare la sua storia.
La cassatella è un dolce diffuso in tutta la Sicilia e viene declinata in molteplici varianti. Nella Sicilia Occidentale, la tradizione vuole che sia preparata con un impasto simile di consistenza a quella per la pasta fresca ma realizzata con ingredienti molto diversi, modellato a mezzaluna e ripiena di crema ricotta di pecora. Viene poi fritta in abbondante olio bollente. Dicono sia nata nel Settecento a Segesta, località famosissima per i suoi meravigliosi templi e molto prossima a Castellammare. Da lì si è poi diffusa in tutta la costa e nell'entroterra, prendendo in alcuni casi nomi diversi, come ad esempio a Marsala dove li chiamano "cappidduzzi"(cappellini) o a Mazara del Vallo dove invece si chiamano "raviola" (ravioli).

cassatelle salate

Nell'ericino si trova anche la versione salata, non fritta ma lessa, e servita con del brodo di pesce o di carne o con il ragù di carne. Di certo saranno "figlie" della squisita, e ben più antica, cassata al forno palermitana.
Ringrazio per le informazioni e vado via. Per me la giornata può terminare qui. Rientro in auto, prendo la strada per il ritorno, per oggi a mare andrò a Terrasini!

di Monica Cecere - blogger flâneur per Caseterrasini.com



I sapori del territorio: la cassatella


castellammare del Golfo

Stamattina non appena sveglia, guardando il cielo ceruleo e terso dalla finestra della mia bella casa in affitto a Terrasini, ho deciso di fare una bella gita alla Riserva dello Zingaro, famosissima località marina vicina Castellammare del Golfo.
Ma non è dello splendore dello Zingaro ciò di cui vi parlerò oggi. Perché... Be', continuo il mio racconto.

Preparo le mie cose, salgo sulla mia auto a noleggio e mi avvio verso l'autostrada A29 Palermo - Mazara del Vallo, direzione Trapani. La strada è semplice, devo continuare fino allo svincolo per Castellammare del Golfo e da lì seguire le indicazioni per arrivare alla Riserva.
Arrivata a Castellammare del Golfo, decido di fare una sosta in un bar - La Sorgente - che si trova proprio sulla strada che devo percorrere per giungere alla mia destinazione.
Entro per ordinare un tè freddo con granita al limone e mi accorgo che il locale è gremito di gente che ordina una cosa in particolare: sono dei ravioli fritti. La mia curiosità è troppa e chiedo: "Ma cosa sono quelli?". Mi sento rispondere - con tono stupito e quasi infastidito per il fatto che non lo sapessi- " 'I cassateddi". Ed io: "Ma sono dolci o salate?". Con aria quasi imbarazzata per la mia stolta domanda il banconista mi guarda e mi risponde piccato: "Dolci". "Bene, allora ne prendo una pure io. Le voglio assaggiare".
Non vi posso raccontare in pieno il gusto della cassatella, ma le mie emozioni al primo morso si. Questo piccolo scrigno caldo di pasta fritta nasconde un cuore di crema di ricotta di pecora, aromatizzata con poca cannella, con pezzetti di cioccolato fondente. Tutto l'insieme rappresentano perfettamente quello che potrebbe essere il paradiso per le papille gustative. Il mio palato va in estasi e la mia anima pare in ascesi verso il nirvana. Non è buono questo dolce semplice e genuino, è una goduria. È da assaggiare senza nessuna esitazione. Ne prendo un'altra e, nel frattempo, mi faccio raccontare la sua storia.
La cassatella è un dolce diffuso in tutta la Sicilia e viene declinata in molteplici varianti. Nella Sicilia Occidentale, la tradizione vuole che sia preparata con un impasto simile di consistenza a quella per la pasta fresca ma realizzata con ingredienti molto diversi, modellato a mezzaluna e ripiena di crema ricotta di pecora. Viene poi fritta in abbondante olio bollente. Dicono sia nata nel Settecento a Segesta, località famosissima per i suoi meravigliosi templi e molto prossima a Castellammare. Da lì si è poi diffusa in tutta la costa e nell'entroterra, prendendo in alcuni casi nomi diversi, come ad esempio a Marsala dove li chiamano "cappidduzzi"(cappellini) o a Mazara del Vallo dove invece si chiamano "raviola" (ravioli).

cassatelle salate

Nell'ericino si trova anche la versione salata, non fritta ma lessa, e servita con del brodo di pesce o di carne o con il ragù di carne. Di certo saranno "figlie" della squisita, e ben più antica, cassata al forno palermitana.
Ringrazio per le informazioni e vado via. Per me la giornata può terminare qui. Rientro in auto, prendo la strada per il ritorno, per oggi a mare andrò a Terrasini!

di Monica Cecere - blogger flâneur per Caseterrasini.com



I sapori del territorio: la cassatella


castellammare del Golfo

Stamattina non appena sveglia, guardando il cielo ceruleo e terso dalla finestra della mia bella casa in affitto a Terrasini, ho deciso di fare una bella gita alla Riserva dello Zingaro, famosissima località marina vicina Castellammare del Golfo.
Ma non è dello splendore dello Zingaro ciò di cui vi parlerò oggi. Perché... Be', continuo il mio racconto.

Preparo le mie cose, salgo sulla mia auto a noleggio e mi avvio verso l'autostrada A29 Palermo - Mazara del Vallo, direzione Trapani. La strada è semplice, devo continuare fino allo svincolo per Castellammare del Golfo e da lì seguire le indicazioni per arrivare alla Riserva.
Arrivata a Castellammare del Golfo, decido di fare una sosta in un bar - La Sorgente - che si trova proprio sulla strada che devo percorrere per giungere alla mia destinazione.
Entro per ordinare un tè freddo con granita al limone e mi accorgo che il locale è gremito di gente che ordina una cosa in particolare: sono dei ravioli fritti. La mia curiosità è troppa e chiedo: "Ma cosa sono quelli?". Mi sento rispondere - con tono stupito e quasi infastidito per il fatto che non lo sapessi- " 'I cassateddi". Ed io: "Ma sono dolci o salate?". Con aria quasi imbarazzata per la mia stolta domanda il banconista mi guarda e mi risponde piccato: "Dolci". "Bene, allora ne prendo una pure io. Le voglio assaggiare".
Non vi posso raccontare in pieno il gusto della cassatella, ma le mie emozioni al primo morso si. Questo piccolo scrigno caldo di pasta fritta nasconde un cuore di crema di ricotta di pecora, aromatizzata con poca cannella, con pezzetti di cioccolato fondente. Tutto l'insieme rappresentano perfettamente quello che potrebbe essere il paradiso per le papille gustative. Il mio palato va in estasi e la mia anima pare in ascesi verso il nirvana. Non è buono questo dolce semplice e genuino, è una goduria. È da assaggiare senza nessuna esitazione. Ne prendo un'altra e, nel frattempo, mi faccio raccontare la sua storia.
La cassatella è un dolce diffuso in tutta la Sicilia e viene declinata in molteplici varianti. Nella Sicilia Occidentale, la tradizione vuole che sia preparata con un impasto simile di consistenza a quella per la pasta fresca ma realizzata con ingredienti molto diversi, modellato a mezzaluna e ripiena di crema ricotta di pecora. Viene poi fritta in abbondante olio bollente. Dicono sia nata nel Settecento a Segesta, località famosissima per i suoi meravigliosi templi e molto prossima a Castellammare. Da lì si è poi diffusa in tutta la costa e nell'entroterra, prendendo in alcuni casi nomi diversi, come ad esempio a Marsala dove li chiamano "cappidduzzi"(cappellini) o a Mazara del Vallo dove invece si chiamano "raviola" (ravioli).

cassatelle salate

Nell'ericino si trova anche la versione salata, non fritta ma lessa, e servita con del brodo di pesce o di carne o con il ragù di carne. Di certo saranno "figlie" della squisita, e ben più antica, cassata al forno palermitana.
Ringrazio per le informazioni e vado via. Per me la giornata può terminare qui. Rientro in auto, prendo la strada per il ritorno, per oggi a mare andrò a Terrasini!

di Monica Cecere - blogger flâneur per Caseterrasini.com



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