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I sapori del territorio: la vacca cinisara e il caciocavallo palermitano


cinisi

Eccomi ancora a Terrasini. Da quando sono in Sicilia non ho potuto fare a meno di assaggiare tutte - o quasi - le specialità gastronomiche che offre la ricca cucina tradizionale. La bontà di tanti piatti è dovuta all'uso di materie prime di qualità prodotte in loco.


terrasini

Ieri sera ho cenato in bel ristorante sul lungomare, proprio a picco sui faraglioni della spiaggia della Praiola. Il ristoratore mi ha consigliato di assaggiare il "caciocavallo all'argentiera", un piatto della tradizione palermitana che nasce dalla povertà. La preparazione originale infatti prevede l'uso della carne, ma si narra che un argentiere caduto in rovina per non mostrare le sue scarse condizioni economiche cucinasse del caciocavallo con aglio, aceto ed origano con le finestre aperte in modo che il delizioso "ciauru", profumo, arrivasse ai vicini e ai passanti facendoli morire d'invidia. Comunque, fatto certo è che il piatto è superlativo.

cinisi

Chiacchierando il gentile Nino, il proprietario del ristorante, oltre alla storiella, mi ha anche raccontato che il caciocavallo DOP usato per fare questa specialità è prodotto solo con latte di vacca cinisara, una razza presidio Slow Food.
Oggi, dunque, mi dirigerò a Cinisi per incontrare un allevatore e conoscere da vicino questo animale di cui si consumano sia il latte sia la carne.
Mi raccontano che la vacca cinisara, superbo bovino dal manto nero e le corna lunghe, era a rischio estinzione e solo la determinazione di alcune famiglie di allevatori, creando il Consorzio di tutela della razza bovina cinisara, ha evitato che ciò accadesse.
La Cinisara è una razza antica, ricca di storia e leggendaria. Si narra infatti che in epoca spagnola, con l'intento di organizzare corride in Sicilia, un bastimento stesse trasportando una grande quantità di mucche e tori dall'Africa. Ma in seguito ad un naufragio davanti il mare di Cinisi, le povere bestie sopravvissute iniziarono ad avventurarsi sulla terra siciliana, brulla ed arsa dal sole, spingendosi sui monti antistanti alla ricerca di cibo. Si diffuse così in tutto il palermitano ed anche in alcune zone dell'agrigentino e, accoppiandosi con la razza Siciliana, si è evoluta in un'altra stirpe caratterizzata dal manto nerissimo - da cui il nome dall'arabo "Ginisiu", carbone - , rustica, potente,che vive allo stato brado nutrendosi solo di quello che offre la natura, ma riuscendo lo stesso ad avere standard produttivi di alto livello. Tanto che chi la alleva è solito dire: "La vacca Cinisara lecca pietre e fa latte", cioè dà il massimo con il poco che ha a disposizione. Dal suo latte, dall'alto potere nutritivo, si producono la ricotta, la caciotta e, come detto sopra, il famoso caciocavallo palermitano, detto scalone. Dopo un anno di maturazione il caciocavallo assume un particolare sapore molto sapido, con note di agrumi, di salvia e di fieno.

cinisi

Anche la sua carne è di pregio, resistente e ricca di antiossidanti, grazie proprio al fatto che l'animale viva all'aperto e pascoli liberamente.
La mia visita si conclude con un abbondante assaggio di formaggi e un buon bicchiere di vino bianco d'Alcamo Dop.
Non poteva finire meglio. Oggi torno a casa a Terrasini non soddisfatta, ma molto di più
di Monica Cecere - blogger flâneur per Caseterrasini.com



I sapori del territorio: la vacca cinisara e il caciocavallo palermitano


cinisi

Eccomi ancora a Terrasini. Da quando sono in Sicilia non ho potuto fare a meno di assaggiare tutte - o quasi - le specialità gastronomiche che offre la ricca cucina tradizionale. La bontà di tanti piatti è dovuta all'uso di materie prime di qualità prodotte in loco.


terrasini

Ieri sera ho cenato in bel ristorante sul lungomare, proprio a picco sui faraglioni della spiaggia della Praiola. Il ristoratore mi ha consigliato di assaggiare il "caciocavallo all'argentiera", un piatto della tradizione palermitana che nasce dalla povertà. La preparazione originale infatti prevede l'uso della carne, ma si narra che un argentiere caduto in rovina per non mostrare le sue scarse condizioni economiche cucinasse del caciocavallo con aglio, aceto ed origano con le finestre aperte in modo che il delizioso "ciauru", profumo, arrivasse ai vicini e ai passanti facendoli morire d'invidia. Comunque, fatto certo è che il piatto è superlativo.

cinisi

Chiacchierando il gentile Nino, il proprietario del ristorante, oltre alla storiella, mi ha anche raccontato che il caciocavallo DOP usato per fare questa specialità è prodotto solo con latte di vacca cinisara, una razza presidio Slow Food.
Oggi, dunque, mi dirigerò a Cinisi per incontrare un allevatore e conoscere da vicino questo animale di cui si consumano sia il latte sia la carne.
Mi raccontano che la vacca cinisara, superbo bovino dal manto nero e le corna lunghe, era a rischio estinzione e solo la determinazione di alcune famiglie di allevatori, creando il Consorzio di tutela della razza bovina cinisara, ha evitato che ciò accadesse.
La Cinisara è una razza antica, ricca di storia e leggendaria. Si narra infatti che in epoca spagnola, con l'intento di organizzare corride in Sicilia, un bastimento stesse trasportando una grande quantità di mucche e tori dall'Africa. Ma in seguito ad un naufragio davanti il mare di Cinisi, le povere bestie sopravvissute iniziarono ad avventurarsi sulla terra siciliana, brulla ed arsa dal sole, spingendosi sui monti antistanti alla ricerca di cibo. Si diffuse così in tutto il palermitano ed anche in alcune zone dell'agrigentino e, accoppiandosi con la razza Siciliana, si è evoluta in un'altra stirpe caratterizzata dal manto nerissimo - da cui il nome dall'arabo "Ginisiu", carbone - , rustica, potente,che vive allo stato brado nutrendosi solo di quello che offre la natura, ma riuscendo lo stesso ad avere standard produttivi di alto livello. Tanto che chi la alleva è solito dire: "La vacca Cinisara lecca pietre e fa latte", cioè dà il massimo con il poco che ha a disposizione. Dal suo latte, dall'alto potere nutritivo, si producono la ricotta, la caciotta e, come detto sopra, il famoso caciocavallo palermitano, detto scalone. Dopo un anno di maturazione il caciocavallo assume un particolare sapore molto sapido, con note di agrumi, di salvia e di fieno.

cinisi

Anche la sua carne è di pregio, resistente e ricca di antiossidanti, grazie proprio al fatto che l'animale viva all'aperto e pascoli liberamente.
La mia visita si conclude con un abbondante assaggio di formaggi e un buon bicchiere di vino bianco d'Alcamo Dop.
Non poteva finire meglio. Oggi torno a casa a Terrasini non soddisfatta, ma molto di più
di Monica Cecere - blogger flâneur per Caseterrasini.com



I sapori del territorio: la vacca cinisara e il caciocavallo palermitano


cinisi

Eccomi ancora a Terrasini. Da quando sono in Sicilia non ho potuto fare a meno di assaggiare tutte - o quasi - le specialità gastronomiche che offre la ricca cucina tradizionale. La bontà di tanti piatti è dovuta all'uso di materie prime di qualità prodotte in loco.


terrasini

Ieri sera ho cenato in bel ristorante sul lungomare, proprio a picco sui faraglioni della spiaggia della Praiola. Il ristoratore mi ha consigliato di assaggiare il "caciocavallo all'argentiera", un piatto della tradizione palermitana che nasce dalla povertà. La preparazione originale infatti prevede l'uso della carne, ma si narra che un argentiere caduto in rovina per non mostrare le sue scarse condizioni economiche cucinasse del caciocavallo con aglio, aceto ed origano con le finestre aperte in modo che il delizioso "ciauru", profumo, arrivasse ai vicini e ai passanti facendoli morire d'invidia. Comunque, fatto certo è che il piatto è superlativo.

cinisi

Chiacchierando il gentile Nino, il proprietario del ristorante, oltre alla storiella, mi ha anche raccontato che il caciocavallo DOP usato per fare questa specialità è prodotto solo con latte di vacca cinisara, una razza presidio Slow Food.
Oggi, dunque, mi dirigerò a Cinisi per incontrare un allevatore e conoscere da vicino questo animale di cui si consumano sia il latte sia la carne.
Mi raccontano che la vacca cinisara, superbo bovino dal manto nero e le corna lunghe, era a rischio estinzione e solo la determinazione di alcune famiglie di allevatori, creando il Consorzio di tutela della razza bovina cinisara, ha evitato che ciò accadesse.
La Cinisara è una razza antica, ricca di storia e leggendaria. Si narra infatti che in epoca spagnola, con l'intento di organizzare corride in Sicilia, un bastimento stesse trasportando una grande quantità di mucche e tori dall'Africa. Ma in seguito ad un naufragio davanti il mare di Cinisi, le povere bestie sopravvissute iniziarono ad avventurarsi sulla terra siciliana, brulla ed arsa dal sole, spingendosi sui monti antistanti alla ricerca di cibo. Si diffuse così in tutto il palermitano ed anche in alcune zone dell'agrigentino e, accoppiandosi con la razza Siciliana, si è evoluta in un'altra stirpe caratterizzata dal manto nerissimo - da cui il nome dall'arabo "Ginisiu", carbone - , rustica, potente,che vive allo stato brado nutrendosi solo di quello che offre la natura, ma riuscendo lo stesso ad avere standard produttivi di alto livello. Tanto che chi la alleva è solito dire: "La vacca Cinisara lecca pietre e fa latte", cioè dà il massimo con il poco che ha a disposizione. Dal suo latte, dall'alto potere nutritivo, si producono la ricotta, la caciotta e, come detto sopra, il famoso caciocavallo palermitano, detto scalone. Dopo un anno di maturazione il caciocavallo assume un particolare sapore molto sapido, con note di agrumi, di salvia e di fieno.

cinisi

Anche la sua carne è di pregio, resistente e ricca di antiossidanti, grazie proprio al fatto che l'animale viva all'aperto e pascoli liberamente.
La mia visita si conclude con un abbondante assaggio di formaggi e un buon bicchiere di vino bianco d'Alcamo Dop.
Non poteva finire meglio. Oggi torno a casa a Terrasini non soddisfatta, ma molto di più
di Monica Cecere - blogger flâneur per Caseterrasini.com



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