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Golfo di Castellammare: piccolo tour Religioso Rurale
Da Cinisi ad Alcamo, un cammino devoto alla scoperta dei santuari


borgetto

Il rapporto tra i siciliani e la religione è stato sempre ambiguo, legato fortemente ai riti, alle feste, ai culti che nelle loro manifestazioni eccessive sembrano più materialisti che mistici.


santa maria dei miracoli

Le devozioni verso i santi, Dio, la Madonna in Sicilia si esprimono attraverso la costruzioni di edicole sacre, santuari, piccole e grandi chiese spesso di altissimo pregio architettonico ed artistico.
Oggi vi racconto il mio piccolo tour nel Golfo di Castellammare alla scoperta dei luoghi di pellegrinaggio degli abitanti di questo vastissimo territorio.

cinisi

Iniziamo da Cinisi e dal Santuario della Madonna del Furi, che si trova a circa due chilometri dal centro abitato. Fu costruito nel 1718 per volontà del parroco di Cinisi, don Cesareo da Palermo, dopo un evento miracoloso raccontatogli da un pastore, certo Antonio Briguglio, al quale apparve la Madonna in una stradina di campagna proprio in quella contrada dove già dal 1616 i pastori del luogo si riunivano in preghiera presso un antico edificio dove su un muro vi era dipinta l'immagine della Madonna del Rosario. Il santuario è ubicato tra due gole in prossimità di un antico casale musulmano. Il culto alternò momenti di viva devozione a lunghi oblii, fino al 1778. Da allora l'amore dei cinisensi per la loro Madonna non si è più spento. Il santuario è sempre meta di pellegrinaggi in occasione delle ricorrenze religiose ma anche da chi va a pregare con la speranza di essere esauditi.

terrasini

La Chiesa di San Cataldo è una delle più antiche del comune di Terrasini. Risalente al periodo bizantino (535-827 d.C. circa). Si trova in un posto paradisiaco, sulla cala dei Muletti vicino Trappeto. Insieme ai resti della chiesa, da qualche anno in fase di recupero, è stata portata alla luce un'antica fornace per la produzione delle ceramiche. Fino agli anni Sessanta, tradizionalmente, i contadini di Terrasini e di Partinico vi portavano le bestie da soma e i buoi per essere benedetti.

terrasini

Antonino Mongitore, scrittore siciliano, testimonia in alcuni suoi scritti che nel 1700 la chiesa era meta di pellegrinaggio per le persone che soffrivano di pustole nelle gambe. Narra il Mongitore che i malati, pregando il santo, coprivano le gambe con la sabbia ed infine, bagnandosi nel mare prospiciente, ne uscivano guariti.

borgetto

Adesso saliamo su in collina, verso il Santuario del Romitello che si trova nel bosco della "Carrubbella" a circa 5 chilometri da Borgetto. A 750 metri sul livello del mare, l'edificio guarda l'orizzonte da uno dei posti più panoramici della Sicilia. Fu costruito nel 1460 dal frate benedettino Giuliano Majali, un nobile che lasciò la vita diplomatica per ritirarsi come eremita sul monte Crocefia che sovrasta la piana di Partinico. In questo luogo si narra che, mentre pregava, al beato Giuliano apparve diverse volte la figura della Madonna. E così, il frate chiese di lasciare il proprio convento per ritirarsi in solitudine in quei luoghi, dove passò gli ultimi sei anni della sua vita. L'abate, non solo glielo permise, ma gli consentì anche di costruire due piccole cellette. Il nome Romitello è la versione italiana di "Romiteddu", piccolo romitorio. Nel 1920 il santuario fu affidato ai Padri Passionisti che nel 1922 fecero incoronare la Madonna del Romitello come Regina del Golfo di Castellammare.

partinico

Il mio "giro religioso" ora continua verso Partinico per andare ad ammirare la "Bedda Matri di lu Ponti", la Madonna del Ponte, patrona del paese. Tutti a Partinico le sono devoti ed ogni anno, nella settimana seguente alla Pasqua, vanno in pellegrinaggio a piedi al Santuario che dista circa 10 km dal paese. La piccola chiesetta col campanile, infatti, si trova a valle di Partinico, vicina allo svincolo autostradale per Balestrate. Al suo interno è custodita una tela con dipinta la Madonna seduta sul trono che tiene in braccio il Bambinello e in una mano un cuore; ai lati due apostoli, Pietro, con le chiavi, e Paolo (per alcuni San Giovanni) che regge un libro ed un giglio. Ai piedi vi è raffigurato un ponte. Si tratta per certo del vecchio attraversamento sul non distante fiume Jato. Il quadro fu dipinto dal palermitano Vincenzo Manno nel 1819.

alcamo

Finisco la mia visita ad Alcamo. Dopo una obbligatoria sosta al Bar '900 per gustare una magnifica "pasta vergine" e farmi indicare dove si trova il Santuario dedicato alla loro patrona: Maria SS dei Miracoli. "È miracolosa 'a nostra Bedda Matri. Guarisce i malati"- mi dice il cameriere porgendomi il mio dolce.
La leggenda, infatti, narra che il 21 giugno 1547 due lavandaie, una cieca ed una sorda, nei pressi di un ruscello ebbero l'apparizione di una donna con un bimbo in braccio e subito dopo guarirono. Il giorno dopo lì vicino ritrovarono l'icona della Madonna e subito su volontà di Fernando de Celada y de Vega, condottiero spagnolo e governatore di Alcamo, fu costruito un santuario. La chiesa fu eretta, lì dove molto tempo prima c'era un arco di mulino chiamato "la Cuba", sui cui muri nel XIII secolo un ignoto aveva dipinto un'immagine della Madonna col Bambino, immagine che cadde nell'oblio dopo che il mulino, abbandonato, venne avvolto da una folta vegetazione. All'interno del luogo di culto si trova anche il sarcofago del governatore spagnolo. La festa si svolge dal 19 al 21 giugno. Proprio l'ultimo giorno gli alcamesi fanno la tradizionale "calata" al santuario, con in testa alla processione le autorità che ergono il gonfalone della cittadina.

castellammare del golfo

Il mio giro mi ha fatto conoscere tanta gente, oltre gli edifici sacri, la loro storia e le tradizioni legate ad ognuno di essi e dei posti di una bellezza paesaggistica suggestiva e romantica.
Allora ti do un consiglio caro lettore, vieni in Sicilia in vacanza o anche ad abitarci per sempre. Cerca tra gli annunci di Caseterrasini.com la casa dei tuoi sogni. Fai un salto nella bellezza.

di Monica Cecere - blogger flâneur per Caseterrasini.com



Golfo di Castellammare: piccolo tour Religioso Rurale
Da Cinisi ad Alcamo, un cammino devoto alla scoperta dei santuari


borgetto

Il rapporto tra i siciliani e la religione è stato sempre ambiguo, legato fortemente ai riti, alle feste, ai culti che nelle loro manifestazioni eccessive sembrano più materialisti che mistici.


santa maria dei miracoli

Le devozioni verso i santi, Dio, la Madonna in Sicilia si esprimono attraverso la costruzioni di edicole sacre, santuari, piccole e grandi chiese spesso di altissimo pregio architettonico ed artistico.
Oggi vi racconto il mio piccolo tour nel Golfo di Castellammare alla scoperta dei luoghi di pellegrinaggio degli abitanti di questo vastissimo territorio.

cinisi

Iniziamo da Cinisi e dal Santuario della Madonna del Furi, che si trova a circa due chilometri dal centro abitato. Fu costruito nel 1718 per volontà del parroco di Cinisi, don Cesareo da Palermo, dopo un evento miracoloso raccontatogli da un pastore, certo Antonio Briguglio, al quale apparve la Madonna in una stradina di campagna proprio in quella contrada dove già dal 1616 i pastori del luogo si riunivano in preghiera presso un antico edificio dove su un muro vi era dipinta l'immagine della Madonna del Rosario. Il santuario è ubicato tra due gole in prossimità di un antico casale musulmano. Il culto alternò momenti di viva devozione a lunghi oblii, fino al 1778. Da allora l'amore dei cinisensi per la loro Madonna non si è più spento. Il santuario è sempre meta di pellegrinaggi in occasione delle ricorrenze religiose ma anche da chi va a pregare con la speranza di essere esauditi.

terrasini

La Chiesa di San Cataldo è una delle più antiche del comune di Terrasini. Risalente al periodo bizantino (535-827 d.C. circa). Si trova in un posto paradisiaco, sulla cala dei Muletti vicino Trappeto. Insieme ai resti della chiesa, da qualche anno in fase di recupero, è stata portata alla luce un'antica fornace per la produzione delle ceramiche. Fino agli anni Sessanta, tradizionalmente, i contadini di Terrasini e di Partinico vi portavano le bestie da soma e i buoi per essere benedetti.

terrasini

Antonino Mongitore, scrittore siciliano, testimonia in alcuni suoi scritti che nel 1700 la chiesa era meta di pellegrinaggio per le persone che soffrivano di pustole nelle gambe. Narra il Mongitore che i malati, pregando il santo, coprivano le gambe con la sabbia ed infine, bagnandosi nel mare prospiciente, ne uscivano guariti.

borgetto

Adesso saliamo su in collina, verso il Santuario del Romitello che si trova nel bosco della "Carrubbella" a circa 5 chilometri da Borgetto. A 750 metri sul livello del mare, l'edificio guarda l'orizzonte da uno dei posti più panoramici della Sicilia. Fu costruito nel 1460 dal frate benedettino Giuliano Majali, un nobile che lasciò la vita diplomatica per ritirarsi come eremita sul monte Crocefia che sovrasta la piana di Partinico. In questo luogo si narra che, mentre pregava, al beato Giuliano apparve diverse volte la figura della Madonna. E così, il frate chiese di lasciare il proprio convento per ritirarsi in solitudine in quei luoghi, dove passò gli ultimi sei anni della sua vita. L'abate, non solo glielo permise, ma gli consentì anche di costruire due piccole cellette. Il nome Romitello è la versione italiana di "Romiteddu", piccolo romitorio. Nel 1920 il santuario fu affidato ai Padri Passionisti che nel 1922 fecero incoronare la Madonna del Romitello come Regina del Golfo di Castellammare.

partinico

Il mio "giro religioso" ora continua verso Partinico per andare ad ammirare la "Bedda Matri di lu Ponti", la Madonna del Ponte, patrona del paese. Tutti a Partinico le sono devoti ed ogni anno, nella settimana seguente alla Pasqua, vanno in pellegrinaggio a piedi al Santuario che dista circa 10 km dal paese. La piccola chiesetta col campanile, infatti, si trova a valle di Partinico, vicina allo svincolo autostradale per Balestrate. Al suo interno è custodita una tela con dipinta la Madonna seduta sul trono che tiene in braccio il Bambinello e in una mano un cuore; ai lati due apostoli, Pietro, con le chiavi, e Paolo (per alcuni San Giovanni) che regge un libro ed un giglio. Ai piedi vi è raffigurato un ponte. Si tratta per certo del vecchio attraversamento sul non distante fiume Jato. Il quadro fu dipinto dal palermitano Vincenzo Manno nel 1819.

alcamo

Finisco la mia visita ad Alcamo. Dopo una obbligatoria sosta al Bar '900 per gustare una magnifica "pasta vergine" e farmi indicare dove si trova il Santuario dedicato alla loro patrona: Maria SS dei Miracoli. "È miracolosa 'a nostra Bedda Matri. Guarisce i malati"- mi dice il cameriere porgendomi il mio dolce.
La leggenda, infatti, narra che il 21 giugno 1547 due lavandaie, una cieca ed una sorda, nei pressi di un ruscello ebbero l'apparizione di una donna con un bimbo in braccio e subito dopo guarirono. Il giorno dopo lì vicino ritrovarono l'icona della Madonna e subito su volontà di Fernando de Celada y de Vega, condottiero spagnolo e governatore di Alcamo, fu costruito un santuario. La chiesa fu eretta, lì dove molto tempo prima c'era un arco di mulino chiamato "la Cuba", sui cui muri nel XIII secolo un ignoto aveva dipinto un'immagine della Madonna col Bambino, immagine che cadde nell'oblio dopo che il mulino, abbandonato, venne avvolto da una folta vegetazione. All'interno del luogo di culto si trova anche il sarcofago del governatore spagnolo. La festa si svolge dal 19 al 21 giugno. Proprio l'ultimo giorno gli alcamesi fanno la tradizionale "calata" al santuario, con in testa alla processione le autorità che ergono il gonfalone della cittadina.

castellammare del golfo

Il mio giro mi ha fatto conoscere tanta gente, oltre gli edifici sacri, la loro storia e le tradizioni legate ad ognuno di essi e dei posti di una bellezza paesaggistica suggestiva e romantica.
Allora ti do un consiglio caro lettore, vieni in Sicilia in vacanza o anche ad abitarci per sempre. Cerca tra gli annunci di Caseterrasini.com la casa dei tuoi sogni. Fai un salto nella bellezza.

di Monica Cecere - blogger flâneur per Caseterrasini.com



Golfo di Castellammare: piccolo tour Religioso Rurale
Da Cinisi ad Alcamo, un cammino devoto alla scoperta dei santuari


borgetto

Il rapporto tra i siciliani e la religione è stato sempre ambiguo, legato fortemente ai riti, alle feste, ai culti che nelle loro manifestazioni eccessive sembrano più materialisti che mistici.


santa maria dei miracoli

Le devozioni verso i santi, Dio, la Madonna in Sicilia si esprimono attraverso la costruzioni di edicole sacre, santuari, piccole e grandi chiese spesso di altissimo pregio architettonico ed artistico.
Oggi vi racconto il mio piccolo tour nel Golfo di Castellammare alla scoperta dei luoghi di pellegrinaggio degli abitanti di questo vastissimo territorio.

cinisi

Iniziamo da Cinisi e dal Santuario della Madonna del Furi, che si trova a circa due chilometri dal centro abitato. Fu costruito nel 1718 per volontà del parroco di Cinisi, don Cesareo da Palermo, dopo un evento miracoloso raccontatogli da un pastore, certo Antonio Briguglio, al quale apparve la Madonna in una stradina di campagna proprio in quella contrada dove già dal 1616 i pastori del luogo si riunivano in preghiera presso un antico edificio dove su un muro vi era dipinta l'immagine della Madonna del Rosario. Il santuario è ubicato tra due gole in prossimità di un antico casale musulmano. Il culto alternò momenti di viva devozione a lunghi oblii, fino al 1778. Da allora l'amore dei cinisensi per la loro Madonna non si è più spento. Il santuario è sempre meta di pellegrinaggi in occasione delle ricorrenze religiose ma anche da chi va a pregare con la speranza di essere esauditi.

terrasini

La Chiesa di San Cataldo è una delle più antiche del comune di Terrasini. Risalente al periodo bizantino (535-827 d.C. circa). Si trova in un posto paradisiaco, sulla cala dei Muletti vicino Trappeto. Insieme ai resti della chiesa, da qualche anno in fase di recupero, è stata portata alla luce un'antica fornace per la produzione delle ceramiche. Fino agli anni Sessanta, tradizionalmente, i contadini di Terrasini e di Partinico vi portavano le bestie da soma e i buoi per essere benedetti.

terrasini

Antonino Mongitore, scrittore siciliano, testimonia in alcuni suoi scritti che nel 1700 la chiesa era meta di pellegrinaggio per le persone che soffrivano di pustole nelle gambe. Narra il Mongitore che i malati, pregando il santo, coprivano le gambe con la sabbia ed infine, bagnandosi nel mare prospiciente, ne uscivano guariti.

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Adesso saliamo su in collina, verso il Santuario del Romitello che si trova nel bosco della "Carrubbella" a circa 5 chilometri da Borgetto. A 750 metri sul livello del mare, l'edificio guarda l'orizzonte da uno dei posti più panoramici della Sicilia. Fu costruito nel 1460 dal frate benedettino Giuliano Majali, un nobile che lasciò la vita diplomatica per ritirarsi come eremita sul monte Crocefia che sovrasta la piana di Partinico. In questo luogo si narra che, mentre pregava, al beato Giuliano apparve diverse volte la figura della Madonna. E così, il frate chiese di lasciare il proprio convento per ritirarsi in solitudine in quei luoghi, dove passò gli ultimi sei anni della sua vita. L'abate, non solo glielo permise, ma gli consentì anche di costruire due piccole cellette. Il nome Romitello è la versione italiana di "Romiteddu", piccolo romitorio. Nel 1920 il santuario fu affidato ai Padri Passionisti che nel 1922 fecero incoronare la Madonna del Romitello come Regina del Golfo di Castellammare.

partinico

Il mio "giro religioso" ora continua verso Partinico per andare ad ammirare la "Bedda Matri di lu Ponti", la Madonna del Ponte, patrona del paese. Tutti a Partinico le sono devoti ed ogni anno, nella settimana seguente alla Pasqua, vanno in pellegrinaggio a piedi al Santuario che dista circa 10 km dal paese. La piccola chiesetta col campanile, infatti, si trova a valle di Partinico, vicina allo svincolo autostradale per Balestrate. Al suo interno è custodita una tela con dipinta la Madonna seduta sul trono che tiene in braccio il Bambinello e in una mano un cuore; ai lati due apostoli, Pietro, con le chiavi, e Paolo (per alcuni San Giovanni) che regge un libro ed un giglio. Ai piedi vi è raffigurato un ponte. Si tratta per certo del vecchio attraversamento sul non distante fiume Jato. Il quadro fu dipinto dal palermitano Vincenzo Manno nel 1819.

alcamo

Finisco la mia visita ad Alcamo. Dopo una obbligatoria sosta al Bar '900 per gustare una magnifica "pasta vergine" e farmi indicare dove si trova il Santuario dedicato alla loro patrona: Maria SS dei Miracoli. "È miracolosa 'a nostra Bedda Matri. Guarisce i malati"- mi dice il cameriere porgendomi il mio dolce.
La leggenda, infatti, narra che il 21 giugno 1547 due lavandaie, una cieca ed una sorda, nei pressi di un ruscello ebbero l'apparizione di una donna con un bimbo in braccio e subito dopo guarirono. Il giorno dopo lì vicino ritrovarono l'icona della Madonna e subito su volontà di Fernando de Celada y de Vega, condottiero spagnolo e governatore di Alcamo, fu costruito un santuario. La chiesa fu eretta, lì dove molto tempo prima c'era un arco di mulino chiamato "la Cuba", sui cui muri nel XIII secolo un ignoto aveva dipinto un'immagine della Madonna col Bambino, immagine che cadde nell'oblio dopo che il mulino, abbandonato, venne avvolto da una folta vegetazione. All'interno del luogo di culto si trova anche il sarcofago del governatore spagnolo. La festa si svolge dal 19 al 21 giugno. Proprio l'ultimo giorno gli alcamesi fanno la tradizionale "calata" al santuario, con in testa alla processione le autorità che ergono il gonfalone della cittadina.

castellammare del golfo

Il mio giro mi ha fatto conoscere tanta gente, oltre gli edifici sacri, la loro storia e le tradizioni legate ad ognuno di essi e dei posti di una bellezza paesaggistica suggestiva e romantica.
Allora ti do un consiglio caro lettore, vieni in Sicilia in vacanza o anche ad abitarci per sempre. Cerca tra gli annunci di Caseterrasini.com la casa dei tuoi sogni. Fai un salto nella bellezza.

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